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10.10.2007
Incontri
Quando due anni fà ero alla disperata ricerca di un editore che pubblicasse il mio primo romanzo (praticamente la stessa situazione nella quale mi trovo ora con il secondo) ebbi la fortuna/sfortuna di incontrare, grazie all'intercessione di un amico, un noto editore italiano.
Già dalla location scelta per l'incontro, una remota fermata della metropolitana di Milano, dovevo immaginarmi una situzione borderline ma la gioia di incontrare un personaggio che aveva pubblicato in Italia alcuni dei mie scrittori preferiti mi aveva gettato, comprensibilmente, in uno stato di confusione estatica.
Arrivato putualissimo alla fermata prescelta mi ricordo che mi misi pazientemente in attesa. Dopo una mezz'ora spesa a rileggere ossessivamente alcuni nuovi capitoli che avevo aggiunto la sere prima, mi decisi a chiamarlo sul portatile per segnalargli la mia presenza.
Poco dopo l'editore comparve all'orizzonte.
A puro scopo "ludico" vi riporto parte della conversazione avvenuta in mezzo al via vai dei pendolari milanesi:
Editore: Ciao, scusa il ritardo ma sono qui a firmare una scritttrice america fortissima (mi dice il nome) la conosci?
Io: No.
Editore: in America ha fatto ( e mi dice un numero astronomico di copie vendute) vedrai che che roba anche in Italia!
Io: Bene.
Editore: si, è bravissima, guarda volgio troppo firmarla prima che me la prot via qualche altro editore.
Io: Si, bene.
Editore: Allora dimmi di te.
Io: Si, ti ho protato un manoscritto...
Ediotre: (Mi interrompe subito) Ma è il tuo primo lavoro?
Io: Si.
Editore: "Ah... No, perchè è difficile lanciare un esordiente.Hai seguito qualche corso di scrittura?
Io: No
Editore: Allora ci sarà da lavora molto sul testo... Dimmi della storia.
Io: (Tento di fargli un breve riassunto ma dopo quindici secondi mi interrompe di nuovo)
Editore: Ma è un horror?
Io: No, o almeno non nel senso stretto del termine, ci sono delle scene...
Editore: Allora è uno splatter? No perchè lo splatter non funziona più.
Io, No, non è uno splatter.
Editore: Anche l'horror è in calo.
Io: Si, ho capito, ma non si tratta del classico libro horro alla Stephen King se è questo che intendi.
Editore: Ma ce una stora d'amore? No perchè adesso l'horror funziona solo se c'è anche la storia d'amore.
Io: No , niente storia d'amore...
Editore: Ah, peccato, adesso il pubblico vuole questo.
Io: C'è del sesso.
Editotre: Si, ma è molto spinto?
Io: No, direi proprio di no.
Editore: No perchè il sesso va bene fino ad un certo punto... C'è il lieto fine?
Io: dipende da come lo vedi, è un lieto fine per il protagonista...
Editore: Adesso la gente vuoli sempre il lieto fine, anche se è un horror.
Io: Si, ma non ho scritto un horror... comunuqe, io direi che la cosa migliore è leggerlo, perchè sinceramente parlarne qui in piedi davanti alla metro con te che mi fai duecento domande al secondo non è molto facile.
Editore: Si certo voglio solo capire come hai impostato la cosa e quanto ci devo lavorare sopra. Adesso però devo tornare in riunione dammi il manoscritto, ti chiamo io fra quindici giorni, ok?"
Io: Bene, attendo tue notizie"
Gli stringo la mano per salutarlo ma c'è ancora tempo per la chicca finale:
Editore: mi hanno detto che lavori per (dice il nome dell'azienda per la quale lavoro).
Io: Si
Editore: Senti non è che mi faresti mettere un espositore con i miei titoli su tutti i negozi?
Io: non dico niente, mi limito a fissarlo negli occhi, poi gli afferro il braccio destro e dico: leggi il manoscritto.
E me ne vado.
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