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29.05.2008
Nuovo Racconto Inedito
Hello! di seguito trovate un nuovo racconto inedito intitolato "CRISTO". Non ha niete a che vedere con il romanzo quindi va preso come una cosa a sè. Fatemi sapere se vi è piaciuto così ,magari, scrivo altri racconti con gli stessi protagonisti. Thanks! Per leggere il racconto clicca qui sotto. [...] CRISTO Suonano alla porta. So già chi è senza nemmeno bisogno di guardare attraverso lo spioncino: è Gesù Cristo che viene a chiedermi lo zucchero. Sì, proprio quel Gesù Cristo, il figlio di dio. Vive nell’appartamento di fronte al mio. E’ arrivato un po’ in sordina qualche mese fa; non riceve molte visite ma il telefono squilla spesso. Non ha un cellulare, usa ancora il telefono “fisso”: quello grigio che d’ una trentina di anni fa, quello che per comporre il numero infili il dito nella ruota di plastica e la fai ruotare in senso orario. Dai, se uno è nato negli anni settanta questi apparecchi dovrebbe pur ricordarseli. Non esce mai, nemmeno per fare la spesa. Tanto, se gli serve qualcosa, gli basta fare un miracolo e come d’incanto ha la dispensa piena di roba. L’unica cosa che non gli riesce di far comparire è lo zucchero. E’ per questo che viene a chiedermelo. All’inizio averlo come vicino di casa non mi faceva molto piacere; cioè, con tutta la gente che c’è al mondo proprio Gesù Cristo? Finisce che inizi a farti delle domande, roba seria del tipo: posso scopare con la mia ragazza anche se c’è lui al di là del muro? E le bestemmie? Posso tenere lo stereo alto? Posso ascoltare death metal? Posso mangiare carne il venerdì e bere senza ritegno? Posso scaricare film porno? Si aspetterà che la domenica vada a messa? Poi mi sono accorto che non gliene frega un cazzo. Gli interessa solo lo zucchero. Ma è proprio questa la scocciatura maggiore perchè Cristo beve un sacco di caffè.E nel caffè ci và lo zucchero.E quindi ogni tre per due “din don” suona il campanello e: “Scusa non è che hai dello zucchero?”. Ora non lo faccio nemmeno più parlare, quando sento il campanello mi presento già con il barattolo in mano, lui sorride imbarazzato, prende lo zucchero e torna in casa. Ieri, puntuale dopo pranzo, il campanello ha squillato, io ho afferrato i barattolo dello zucchero ma quando ho aperto la porta non ho trovato il Cristo ma due testimoni di Geova; ho gentilmente declinato il loro invito a mostrarmi alcune pubblicazioni e poi li ho invitati a suonare al mio vicino sostenendo che avrebbe trovato molto interessati le loro argomentazioni.Il giorno dopo Cristo è venuto a chiedere lo zucchero e per la prima volta da quando è venuto ad abitare qui abbiamo scambiato due chiacchiere. "Ieri sono venuti dei testimoni di Geova" mi dice metre prende il barattolo di zucchero. "Hum" "Hanno bussasto alla mia porta" "Si, sono vernuti anche qui, quindi?" "Credo che me li abbia mandati tu" "Che razza di idea" "Non mentirmi" "Ok, si sono stato io"dico alzando le spalle "Immaginavo...Divertente" "Oh sì" dico" E' un vero peccato che me la sia persa" Cristo annuisce fissandosi le infradito, poi alza la testa e mi chiede se ho voglia di bere il caffè da lui. "Scusa?" domando colto alla sprovvista "Volevo invitarti a bere un caffè" "No , guarda non credo sia il caso" "Bè ti scrocco sempre lo zuccheroquindi mi sembra il minimo" "Sì, però, cioè, è una situazione bizzarra..." "Senti, io problemi non me ne faccio, se vuoi venire ok, altrimenti amici come prima" "Amici...Che significa?" Ci rivolgiamo a mala pena la parola, quando ti serve lo zucchero ti limiti a suonare, prendere quello che ti serve e sparire. Coem fai a dire che siamo amici?" "Sì, beh, è solo un modo di dire" dice Cristo senza scomporsi più di tanto "Se ti va ti offro un caffè per sdebitarmi..." "Che fai? Mi prendi per i lculo? Vuoi sdebitarti? Allora fammi sparire il mutuo, cazzo.Senti: Prenditi lo zucchero e sparisci". Gli mollo la zuccheriera in mando e chiudo la porta. Dopo qualche minuto sento di nuovo il campanello squillare. "Che c'è?" "Ti ho riportato lo zucchero" "Tienitelo" "Ma no, è tuo..." "Tienitelo, tanto fra due ore saresti qui di nuovo a chiedermelo e io sinceramente mi sono un po' rotto" "Non ti sono simpatico vero?" "Ma che dici? No, guarda, tu mi sei simpaticissimo!dico sarcastico. "Stai mentendo di nuovo" "Ma dai?" "Io lo sento" "Si, certo, mi leggi nel pensiero" "No, davvero, non sto scherzando, capisco quando uno mente" "Beh cazzo sei Gesù Cristo, non m isembra sta gran novità" "Si, in effetti..." Non diciamo niente per qualche secondo, io guardo l’orologio e mi accorgo di essere in ritardo per il lavoro. "Senti c'è altro?" "Come?" "Vuoi scoccarmi qualcos'altro? Vuoi del the, della birra? Ti serve altro oppure posso andare?" "Hai da accendere? "E tira fuori uan sigaretta fatta a mano. "No" "Non fumi?" "No, non fumo" Peccato, sicuro di non avere un accendino?" "Sicuro, usa il fornello, oppure materiallza una fimmella sul dito indice" "Sei nervoso?" "No" "A me sembra di si" "Ti dico di no, non sono nervoso" "Non ti sono simpatico vero?" "Ancora con sta storia!" "Sii sincero" "Ok, no, non mi sei simpatico" "Mettiamola così Cristo, io ero convinto che tu non esistessi nemmeno mentre ora non solo sei il mio vicino di casa, ma mi stressi tutti i giorni con questo cazzo di zucchero". "Sei ateo?" "Che c'entra?" "E' solo per sapere" "Si , sono ateo" "Capisco" "Me ne compiaccio, ora se vuoi scusarmi..." "Si, ok, allora lo zucchero lo posso tenere?" "Tienilo" "Grazie" Sto per chiudere la porta ma mi viene una folgorazione. "Aspetta" gl idoco bloccandolo sull'uscio del suo appartamento. "Si?" "La faccenda delle bugie..." "Si" "Come funziona?" "Cioè?" "Mi leggi nel pensiero e sai già che sto per dire una bugia o semplicemente senti che quello che sto per dire è una bugia?" "Perchè me lo chiedi?" "Curiosità" Da bravo attore consumato Cristo si prende il suo tempo prima di rispondermi. Sta creando la “suspence” prima della rivelazione. Fa comparire una fiammella sull’indice della mano destra e si accenda la sigaretta. "Non ho la facoltà di leggere il pensiero" dice soffiando fuori il fumo dalla bocca "Ma, sì, sento quando uno sta mentendo" "Quindi non è vera la stroria che mi diceva il prete da piccolo" "Quale storia?" "Quella ehe tu e tuo padre lsapete leggere nel pensiero" "No, non è vera" "Bene, meglio così" "Già, meglio così" Chiudo la porta, scuoto la testa poi vado dritto in bagno a buttare nel cesso tutto lo zucchero che mi rimane.
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